Come gestire la rabbia: semplici consigli utili

La rabbia si può disinnescare!

La rabbia è un’emozione primaria, cioè una di quelle che abbiamo in dotazione già appena nati. Una di quelle emozioni che il Dalai Lama definisce bioligiche. Serve ad almeno due scopi: comunicare agli altri di non avvicinarsi e a reagire ad alcune situazioni al limite. Come tutte le emozioni, è uno strumento di sopravvivenza e presa nelle giuste dosi è perfino salutare perché produce ormoni utili alla reazione, riducendo anche rischi di salute gravi (secondo alcuni studi scientifici, non scaricare la rabbia aumenta il rischio di patologie cardiache)*

Negli ultimi anni ho incontrato tante persone arrabbiate (molti dei miei corsi sono rivolti ai consulenti finanziari e dal 2008 la situazione di crisi e i comportamenti non sempre virtuosi del settore hanno causato un esacerbarsi di questa emozione) e gestire la rabbia, nelle sue diverse sfumature e gradi (irritazione, ira e collera) è diventata per me una necessità quotidiana.

La rabbia pur essendo primaria spesso è un’emozione “derivata”

A furia di eseecitami ogni giorno in aula ho osservato un fenomeno interessante. Una piccola scoperta sul fatto che la rabbia possa essere disinnescata appena si manifesta e in alcuni casi addirittura prevenuta.

Ma come si fa a non arrabbiarsi?

Ho notato che, pur essendo una emozione preinstallata nel sistema operativo umano, essa è conseguente, cioè deriva dalla mancata gestione di un’altra emozione e di solito viene preceduta da sua sorella: la frustrazione.  Rabbia e frustrazione sono quindi collegate, questo significa che, in età adulta,  si può addirittura gestire la rabbia più facilmente lavorando sulla frustrazione.

Semplificando il percorso è più o meno questo:

A. mi accade qualcosa,

B. non so come reagire (frustrazione),

C. mi incazzo (rabbia)

Quando un neonato prova frustrazione perché ha fame, la reazione naturale è quella di trasformarsi in una piccola aquila urlatrice che si calma solo nel momento in cui arriva la pappa e cessa la frustrazione. Negli adulti questo tipo di meccanismi possono essere allenati e gestiti prima di arrivare allo stadio di collera.

L’incapacità a gestire le emozioni può causare attacchi di rabbia proprio perché ci si sente inermi. E allora, quando si riesce ad individuare con precisione qual è l’emozione all’origine del nostro piccolo inferno, allora si saprà come disinnescare la rabbia.

Individuare l’emozione originaria che la innesca è il trucco per sapere quale è il vero stato d’animo da gestire: lo spavento (paura+sorpresa), il senso di colpa (disgusto), la vergogna e la disistima (emozioni della adeguatezza) …

Quale è l’emozione non gestita che mi ha portato alla rabbia?

Una volta che l’hai saputa individuare, ti puoi allenare a gestirla e più sei preciso nell’etichettarla e maggiore sarà l’efficacia. Ma se non la sai riconoscere è più difficile.

In questo modo attivi una consapevolezza che ti fa scoprire come funzioni e di conseguenza anche come calmarti durante un attacco di rabbia.

Nel tempo otterrai un controllo che priva neanche potevi immaginarti.

Che cosa fare è chiaro. Come farlo non sempre. Sapere come riconoscere, gestire e generare emozioni è fonte di un potere enorme.

Come gestiamo le nostre emozioni fa la differenza per una vita migliore…

Antonio Meleleo

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*tre studi scientifici hanno dimostrato che arrabbiarsi fa bene.

1. Ricercatori dello Stress Research Institute di Stoccolma, hanno studiato per 10 anni 2755 impiegati che godevano di ottima salute cardiaca e hanno dimostrato che chi tende a non arrabbiarsi in seguito a dei conflitti sul lavoro, reprimendo la rabbia, è maggiormente esposto al rischio di infarto o a precoce morte per malattia cardiaca.

2. A risultati analoghi e pervenuta anche la ricerca condotta presso la Scuola di salute pubblica dell’Università di Harvard. Dopo aver seguito un campione di 23522 persone, solo di sesso maschile, con un’età compresa tra i 50 e gli 85 anni – e dopo averne studiato il quadro clinico in funzione alla capacità di sfogare la rabbia, i ricercatori di Harvard hanno notato che chi tendeva a reprimere gli istinti d’ira era più soggetti ad infarto rispetto a chi era capace di lasciarsi andare, di tanto in tanto, a sfoghi rabbiosi. A patto di non esagerare altrimenti si incorre in effetti collaterali dannosi.

3. Lo studio più recente è stato effettuato dai ricercatori dell’Università Autonoma del Messico (UNAM) e anch’esso è un’ulteriore conferma delle presenti indagini scientifiche.

Anche i ricercatori Messicani hanno dimostrato che arrabbiarsi faccia bene alla salute di corpo e psiche. Quandi abbiamo uno scatto d’ira, il nostro corpo produce un impulso elettro-chimico in grado di stimolare l’attivazione di una serie di reazioni. È un meccanismo che mette in moto il sistema respiratorio e quello cardiovascolare, e prepara quello muscolare mettendo in tensione i muscoli.

Durante questi momenti il nostro organismo produce molti ormoni tra cui: adrenalina, testosterone, cortisolo (ormone dello stress), dopamina (che stimola il sistema delle ricompense nel nostro cervello) noradrenalina (che aumenta la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca).

La rabbia è quindi in grado di far attivare in modo veloce e potente il nostro organismo

Ma attenzione, come al solito, a non esagerare. È lo stesso studio a metterci in guardia: per apportare effetti benefici al nostro organismo, l’attacco d’ira deve avere una durata massima fino a 30/40 minuti al giorno. Superata questa soglia, la rabbia potrebbe avere effetti collaterali pericolosi.

La rabbia, nelle dosi giuste fa bene. Quando è esagerata, invece, sottopone il corpo a un’eccessiva ipertensione che, alla lunga, è dannosa. In aggiunta, nei momenti di estrema collera il nostro organismo produce cortisolo, l’ormone dello stress che stimola pure l’aumento del peso.

Quindi, godiamoci la rabbia nella sua potenza con la tranquilla consapevolezza che possiamo permettercelo perchè sappiamo come fare a gestirla a comando.

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