Persuasione, Emozione e Linguaggio

persuasione emozione e linguaggio

L’intento di persuadere trasforma il linguaggio attraverso l’emotività

Le parole sono cose. Sono così importanti perché sono la realtà, più parole hai nel tuo cervello maggiori saranno i dettagli del tuo mondo.

Il titolo del mio articolo rispetta fedelmente il titolo originario dell’articolo pubblicato il 15 marzo 2018 sulla rivista Psychological Science – autori  Matthew D. Rocklage, Derek D. Rucker, Loran F. Nordgren – “Persuasion, Emotion, and Language: The Intent to Persuade Transforms Language via Emotionality”

Il lavoro dei tre scienziati della Northwestern University è stato una ulteriore conferma di quanto dimostrato anche dai risultati della ricerca che ha portato all’elaborazione del mio Me.To.Do. EmoC ® – delle Emozioni Consapevoli – e quindi del Libro Emotional Power.

La  loro ricerca ha evidenziato come l’intento di persuadere altre persone fa aumentare automaticamente l’emotività degli individui e ciò si capisce da come modificano la scelta delle parole che usano nel linguaggio. Ciò conferma la prima parte del secondo dei cinque assiomi della pragmatica delle emozioni nella comunicazione umana alla base del Me.to.do. EmoC  che recita:

“In ogni messaggio esistono due componenti, uno di informazione e l’altro di emozione, tale che la seconda fornisce il senso al primo. …”.

Emotional Power pag. 30

Gli esseri umani quando vogliono convincere e persuadere cambiano la scelta delle parole e scelgono un linguaggio meno asettico: per questo dico che la persuasione è emotiva!

La loro analisi prova che negli esseri umani la tendenza a modificare il linguaggio in funzione della necessità di essere più o meno persuasivi  è un processo automatico. Quando vogliamo convincere un cliente, il nostro partner, i nostri figli, il capo il nostro cervello va a pescare termini che abbiano una valenza emozionale più viva.

Il problema è che non sappiamo usare questa predisposizione in modo consapevole

quindi perdiamo di efficacia, ma questo aspetto è stato risolto con Emotional Power.

Per questo è importante avere un vocabolario molto ampio; se abbiamo un lessico limitato abbiamo meno ingredienti per dare forza persuasiva al nostro messaggio. E allora alla domanda “a che cosa serve leggere e studiare?” una delle risposte più incisive è questa: leggere è fonte di potere, ti fa essere più persuasivo, ti aiuta tutte le volte a capire come fare a convincere qualcuno più facilmente. In definitiva ti dà più chance di sopravvivenza.

Le parole sono cose. Sono così importanti perché attraverso di loro il cervello crea la nostra realtà, e più parole hai a disposizione e maggiori saranno i dettagli del tuo mondo.

Secondo la mia ricerca questo automatismo è il frutto di esperienze stratificate negli anni, che si sono trasformate in abitudini. Automatismi funzionali alla nostra sopravvivenza in un ambiente in cui persuadere o convincere gli altri (clicca qui per scoprirne la differenza)  a fare qualcosa è sempre più legato alla comunicazione e al linguaggio e sempre meno alla forza fisica. Convincere con la parola è più potente che usare le armi, ma saperlo fare bene è questione di studio e applicazione e purtroppo questa abilità non si insegna più nelle scuole. Una volta si insegnava la retorica e l’arte oratoria ma col passare dei secoli si è ritenuto che dovesse rimanere appannaggio di pochi, liberando le masse da questa ulteriore incombenza scolastica.

L’uso delle emozioni nel linguaggio a scopi persuasivi può essere allenato per aumentare l’etica e il rispetto degli altri evitando involontarie manipolazioni

Si può arrivare ad un uso più preciso delle emozioni nel linguaggio – attraverso scelte premeditate e non solo preterintenzionali o colposamente casuali – spingendosi perfino a imparare ad usare il linguaggio per parlare la specifica lingua emotiva di ogni individuo con il quali ci relazioniamo. Con Emotional Power si apprende a parlare al sistema limbico cioè a sfruttare il potere nascosto nelle emozioni per parlare al cuore del cervello.

Buone emozioni a tutti

Antonio Meleleo

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